Nel corso del Convegno internazionale sul turismo religioso "I pellegrini della modernità", svoltosi il 31 maggio 1996, la CEI, la Regione Lombardia, la Diocesi di Milano, l'Università degli Studi di Milano e la FIAVET, concordarono quanto fosse necessario indagare con attenzione la dimensione religioso-culturale presente nel turismo.
Durante questi anni sono sorte numerose iniziative di ricerca che spinte dalla necessità di approfondire le note pastorali hanno indagato questa realtà. Se anche numerose però, il limite manifesto nei lavori precedenti la nascita dell'Osservatorio, si è rivelato nella mancanza di un logical framework che creasse quelle relazioni interdisciplinari e favorisse il dialogo tra i diversi soggetti coinvolti nel fenomeno con differenti ruoli e finalità.
L'adozione di un approccio aperto e multidisciplinare è parso fondamentale ai fini della comprensione di un fenomeno in forte espansione e denso di significati.
Iniziando dal Direttorio "Peregrinans in terra" del 1969, molte sono le tematiche che si sono affrontate e prezioso è il contributo che da quegli approfondimenti ci è giunto, costituendo spesso la base di molti dei temi che in seguito abbiamo ripreso ed ulteriormente ampliato all'interno dell'Osservatorio.
Accanto all'andamento più che positivo, rilevato dalle analisi per ciò che riguarda la dimensione religiosa nel turismo, si sono potute individuare dinamiche psicologiche e sociali a volte non facilmente prevedibili. Si è evidenziato, ad esempio, in un numero crescente di individui, la presenza di una forte tensione psicologica orientata ad una ricerca di significante che sempre più spesso si accompagna ad una riscoperta della fede e della dimensione spirituale. E da ciò una spinta verso la ricerca di destinazioni turistiche che riescano a coniugare ricerca personale e sfera sociale.








