MACRO E MICRO TECNICHE DI GESTIONE DEI FLUSSI TURISTICI NELLE CHIESE: STUDIO COMPARATO TRA CASI ITALIANI E REALTA' SIGNIFICATIVE EUROPEE
Il crescente flusso del turismo culturale di massa impatta sui luoghi di culto generando effetti negativi sulla fruizione dei beni culturali ecclesiastici, in particolare sulle chiese aperte ai fedeli ed ai residenti. Nello stesso spazio di accoglienza si sovrappongono vari tipi di utenti dei servizi religiosi. La ricerca consiste nella comparazione delle macro e micro tecniche di gestione dei flussi utilizzate da numerose chiese italiane (ad esempio, Ravenna e Venezia) e da altre localizzate in Francia, in Germania, in Austria ed in Inghilterra allo scopo di migliorare i processi decisionali dal lato dell'offerta di beni e servizi religiosi e cittadini nonché dal lato della domanda (tour operator, istituzioni religiose, istituzioni politiche del territorio ed operatori) agenti nel turismo religioso-culturale.
L'approccio metodologico adottato è volutamente multidimensionale, data la complessità della materia che spesso appare sfuggente in una prospettiva quantitativa: ispezioni in loco, questionari, interviste, consultazione dei registri delle frequenze di flusso, costruzione di case studies ritenuti rappresentativi.
Si è avviata una mappatura delle chiese che in Italia hanno già adottato queste metodologie e di quante si orientano verso queste soluzioni, mettendo in evidenza tra le prime, le realtà più significative.
Viene valutato l'impatto ambientale, economico e socio-culturale dei flussi turistici nelle chiese in cui si sono adottati provvedimenti gestionali, come ad esempio il ticket, raccogliendo informazioni all'interno di uno schema di base che evidenzi le similitudini delle singole esperienze.
Le diverse micro e macro tecniche di gestione dei flussi turistici sono analizzate sia all'interno della singola chiesa che al suo esterno,(ad esempio zonizzazioni e percorsi accompagnati). Si individuano le diverse connessioni intersettoriali che il bene culturale religioso genera con le molteplici funzioni urbane della comunità locale (trasporti, alberghi, case per ferie degli istituti religiosi ecc.).
Vengono evidenziati i collegamenti tra le politiche ecclesiastiche e le politiche locali in atto orientate ad integrare i beni culturali (in genere) e quelli ecclesiastici (in particolare) all'interno di un modello urbano di accoglienza turistica ed i relativi modelli inter-organizzativi ispirati alla "collaboration theory" o a specifiche disposizioni legislative di livello regionale.
Si procede nella direzione della costruzione di una tipologia relativa al ciclo di vita del magnete turistico-religioso inserendo questa dimensione nei modelli spaziali del turismo sostenibile, secondo i contributi provenienti dalle teorie della regolazione e dalle pratiche territoriali in atto nell'urbanistica consensuale.
Lo specifico posizionamento di ciascuna chiesa viene inserito all'interno dei modelli proposti dalla letteratura scientifica sulla regolazione dei sistemi turistici locali incrociando le seguenti variabili:
a) intensità dei flussi ed intensità della regolazione,
b) intensità delle relazioni endogene alla comunità locale ed intensità delle relazioni sovracomunali.
Ci si propone di individuare quelle soluzioni possibili agli impatti negativi susseguenti alla comparazione tra le diverse aree geografiche al fine di migliorare i processi decisionali delle autorità ecclesiastiche, e, costruire un modello che agevoli il superamento dei limiti insiti in esperienze singolari, che per quanto significative, dimostrano frequentemente disorganicità e disvalore.








