Parliamo degli Iat, non pensa sia indispensabile un finanziamento a sostegno dell’accoglienza in modo che gli Iat diventino dei Welcome Center?
Sì, sono previsti finanziamenti. Soprattutto si è voluto incrementarne il ruolo. Vengono coinvolti i privati nella gestione degli Iat, perché il turista deve essere accolto e informato dalle strutture private. Abbiamo individuato un ruolo importante negli Iat nel fare le prenotazioni, finora il turista aveva un elenco di alberghi e poi gli toccava arrangiarsi. Ora si potrà prenotare con gli Iat. Certamente avranno un ruolo più ampio. Non passeremo certo dalla padella alla brace, dopo aver finanziato in forma rigidale Apt non accadrà la stessa cosa con gli Iat. Saranno finanziati per crescere e fornire servizi , non ci ridurremo certo a pagare gli stipendi al personale e basta.
Non crede sia opportuno sostenere iniziative come le City Card e le Arte Card per far decollare il turismo culturale anche in Lombardia?
Si, siamo pronti a finanziare progetti di questo genere, che spetta a comuni e province sviluppare. Non dimentichiamoci che le city card mettono insieme servizi erogati dal Comune. E chiaro che poter mettere in mano al turista una city card che gli permetta di beneficiare di tanti servizi occorre l’impegno di un grande comune; in altre realtà può essere utile, invece, un insieme di comuni o una provincia. E comunque un’ottima proposta che la Regione e è pronta a sostenere e aiutare. Pensare a una “regional card” è inutile, è già difficile mettere in rete una serie di servii di una grande città figuriamoci di tutta la regione. Senza magari rispettare le specificità del territorio.
Per essere protagoniste le comunità locali potrebbero investire in e-commerce turistico e gestire direttamente le relazioni con i potenziali clienti con l’aiuto finanziario della Regione?
Quando si finanziano attività private bisogna rispettare determinati limiti a livello di normativa europea. Faccio un esempio: noi stiamo predisponendo un portale regionale, luogo di informazione e non di e-commerce. L’attività di commercio del prodotto turistico deve essere gestita da privati che devono avere il giusto profitto ed è qualcosa che compete unicamente a loro. La Regione può accompagnare nei limiti di legge progetti di questo tipo. Credo, pero, che tutti gli operatori del turismo debbano investire di più nella rete, perché questo è il settore dove più si è sviluppato un rapporto diretto tra domanda e offerta. Ma non solo: la rete è fondamentale per il turista: prima di farlo ognuno di noi fa un viaggio virtuale sulla rete per conoscere le specificità di un territorio, di una località o di un paese. Dalla rete si passa molto, quindi, ed è importante che ci siano informazioni e che circolino in maniera adeguata.
Prima di avviare un Sistema turistico e per evitare che si cambi solo etichetta al contenitore che resta lo stesso, l’Apt, non pensa sia necessario favorire la partecipazione dal basso da parte dei Comuni avviando con questi incontri esplorativi e favorire nuove forme di collaborazione?
Non è necessario, è obbligatorio. Per realizzare un Sistema turistico le domande devono essere presentate da Camere di commercio, comuni, province e privati. Sistema che esiste se nasce dal basso, se non sono in grado di farlo per diversi motivi questo non ha ragione di esistere. Cioè non è obbligatorio. Per essere realizzato tutti i soggetti interessati devono essere coinvolti, inoltre,su una scala dimensionale corretta rispetto al progetto stesso. Se vogliano vendere il lago di Como negli Usa lo sforzo lo deve fare tutto il lago di Como e non solo tre comuni. Se vogliamo promuovere la Valtellina in Brianza , diversamente, si tratta di un’azione promozionale che possono fare due o tre località importanti di quel territorio montano. La collaborazione è obbligatoria, quindi, conditio sine qua non per ottenere il finanziamento per realizzare il sistema turistico








